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Mappa della Sardegna

La Sartiglia - Oristano


 

Nel mese di Febbraio, nel periodo di Carnevale, Oristano è teatro di una delle feste maggiormente seguite dal popolo sardo e dai turisti. Simboleggia i riti legati alla fertilità della terra ed è accompagnata da giostre cavalleresche di origine medioevale, spagnole e portoghesi. La festa ha come scopo la corsa alla stella, appesa a circa tre metri dal suolo, da infilare al centro con una spada. La sua riuscita è di buon auspicio per il raccolto. Nel giorno della Candelora, i gremi scelgono su Componidori, il quale ha il compito di riuscire nell'impresa, per questo lancia il cavallo a forte velocità verso la stella. La sua vestizione, nell'ultima domenica di carnevale, è uno dei rituali più importanti: il suo abito è quello tipico di Oristano e le donne, is Massareddas (le vergini) guidate da sa Massaia Manna, operano in lui un incantesimo. Egli non deve toccare terra con i piedi, quasi a volerlo rendere un essere superiore, lo vestono e gli cuciono addosso una camicia priva di bottoni, gli pongono una maschera sul viso, un velo nuziale e sopra un cilindro che costituiva, in tempi passati, il copricapo del costume femminile di Oristano. L'aspetto magico della festa è dato anche dal fatto che su Componidori pur dando alta manifestazione della sua virilità, indossa abiti muliebri che non permettono di stabilire la sua vera identità. Egli una volta vestito viene mostrato alla folla e dopo la sfilata si da inizio alla corsa verso la stella. Dopo il segnale su Componidori parte al galoppo e tenta, con la sua spada, di infilzare la stella nel centro. Se l'esito è positivo un grido festoso della folla lo accoglie e lo ringrazia, altrimenti urla e ingiurie gli si scagliano contro. Anche gli altri cavalieri tentano la stessa prodezza prima che la festa dalla piazza del Duomo, dove si svolge, si sposti fuori le mura, proseguendo con giochi e dimostrazioni di abilità. La sera si torna alla Cattedrale per ricevere la benedizione e svestire su Componidori. Consentendogli di appoggiare i piedi per terra gli si restituiscono le sue vesti di mortale E' uno dei riti più suggestivi della Sardegna, non solo per la manifestazione in se, ma soprattutto per la grande partecipazione umana e la meravigliosa cornice di sapori che la accompagna.